GLI STRETTI INDISPENSABILI


DUE ANNI DIVERTENTISSIMI...


Mi riferisco a quelli trascorsi ('08-'09 e '09-'10) con diverse classi di scuole elementari di Torino e provincia.

Sono stati gli anni del progetto-format radiofonico "Gli Stretti Indispensabili", che ho ideato e realizzato allora.

Si è trattato di un percorso di educazione ai media, che ha portato i bambini alla scoperta di un mezzo con cui hanno senz'altro meno familiarità rispetto alla televisione o al cinema. Scoprire la radio significa scoprire l'importanza delle parole, di “cosa si dice” e di “come lo si dice”, nell'epoca in cui sono le immagini a farla da padrone.

Durante un primo incontro in classe i bambini iniziano a cimentarsi con il mezzo radiofonico, scoprendo le diverse tipologie di trasmissioni e il linguaggio utilizzato; dividendosi in gruppetti affrontano, preparando scalette e copioni, un argomento scelto dai loro insegnanti, che diventa l'oggetto di piccole trasmissioni radiofoniche. Può trattarsi di una parte del programma scolastico o di un qualsiasi altro tema considerato significativo dagli educatori. Tra i primi argomenti di quest'anno si trovano il bullismo, l'acqua come elemento fondamentale,
l'inquinamento e i rifiuti.

Ogni gruppetto affronta l'argomento con un diverso linguaggio radiofonico: con tutta la fantasia che contraddistingue quest'età nascono quindi giornali radio, trasmissioni musicali, interviste... Nel corso di un secondo incontro i bambini visitano la radio, ne scoprono l'aspetto e il funzionamento, ma soprattutto entrano negli studi e registrano le trasmissioni preparate nelle precedenti settimane.

Così nasce Gli stretti... Indispensabili, che dà spazio anche alle voci e ai commenti dei bambini, che, stimolati dal conduttore, rispondono alle domande con la loro proverbiale spontaneità e, al momento indicato, presentano il piccolo programma di cui sono i veri e propri autori.