VERDE, BIANCO, ROSSO E... ROSA

ASCOLTA LA PUNTATA DI SABATO 10.12



E' partita la prevendita degli spettacoli di Artemusica, associazione culturale e musicale di Nichelino, che chiuderanno i festeggiamenti di Nichelino per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Martedì 20 e venerdì 23 dicembre 2011 un doppio spettacolo che racconterà la storia d'Italia in sette note e 150 risate. Le due serate, che contano sul patrocinio della Città di Nichelino, chiuderanno in bellezza i festeggiamenti nichelinesi per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Ne abbiamo parlato con Raffaele Tavano, direttore artistico degli spettacoli e fondatore e ideatore dell'associazione culturale musicale Artemusica di Nichelino. E' sempre legata ai festeggiamenti per il 150esimo, in Piazza Castello a Torino, la mostra "I love it" 100% Stile Italiano, dedicata ai prodotti di manifattura made in Italy, frutto dello sforzo e della passione di circa sessanta imprese artigiane piemontesi dei settori moda, cibo e arredamento. Sono esposti anche i prodotti dell'Associazione lacasadipinocchio, che svolge un lavoro creativo con le donne detenute della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino. Come ci racconta Monica Gallo, i prodotti della linea "Fumne", sono espsti anche nell'omonima mostra-mercato, giunta alla sua IV edizione. Un evento-fiera, per un intero mese, dedicato al fashion artigianale di accessori unici o a tiratura limitata, tra arte e moda. L’evento, concepito come alternativa ai circuiti ufficiali, si svolgerà in un suggestivo, intimo e armonioso percorso, quello degli spazi Eventa di Via dei Mille 42 in cui a dominare saranno le molteplici creazioni esposte, tutte rigorosamente confezionate “a mano” dalle donne del laboratorio de lacasadipinocchio. Chiudiamo la puntata sempre parlando di donne, con Laura Onofri, attiva nel movimento torinese "Se non ora quando" ed esponente dell’associazione Di Nuovo, in prima fila nella rete nazionale dei tanti soggetti promotori. In questi mesi sono cambiate molte cose in Italia, ed è interessante capire anche se e come sono cambiati i temi che “Se non ora quando” vuole sollevare. L’abbiamo quindi ricontattata per chiederle come sta procedendo questo percorso, e per farci presentare la manifestazione in programma per domenica 11 dicembre.

Da www.digi.to.it - il magazine online dell'InformaGiovani di Torino - 5.12.11

È passato ormai quasi un anno dalla prima domenica del “Se non ora quando” e per l’11 dicembre è prevista una nuova mobilitazione “in rosa”. Dal 13 febbraio 2011 questo slogan è ormai abbinato ad un movimento, diffuso su tutto il territorio nazionale, che ha fatto parlare di sé e discutere, toccando la società civile e la politica, in una battaglia voluta fortemente da gruppi spontanei di donne, che si sono uniti e organizzati per manifestare un’esigenza di cambiamento riguardo al ruolo e alla dignità del genere femminile nel nostro Paese. Una rete che continua ad essere attiva a livello nazionale, anche e – soprattutto – perché fortemente radicato nelle realtà locali.
Qualche mese fa, in occasione dell’8 marzo,abbiamo fatto la conoscenza di Laura Onofri, attiva nel movimento torinese ed esponente dell’associazione Di Nuovo, in prima fila nella rete nazionale dei tanti soggetti promotori. In questi mesi sono cambiate molte cose in Italia, ed è interessante capire anche se e come sono cambiati i temi che “Se non ora quando” vuole sollevare. L’abbiamo quindi ricontattata per chiederle come sta procedendo questo percorso.

Com’è cambiato il movimento nazionale in questi mesi, e in particolare la realtà torinese?
«Ha cominciato a strutturarsi, si è formato un comitato nazionale e sono ormai più di cento quelli territoriali. I comitati locali sono nati molto spontaneamente e hanno cominciato a lavorare insieme. Questo è stato il bello: in molte città realtà che non si parlavano hanno iniziato a lavorare insieme, reti di donne che non c’erano si sono create e hanno continuato a lavorare. Il discorso per Torino è un po’ diverso: esisteva già una rete piuttosto forte. A Siena, il 9 e 10 luglio, si sono radunati oltre 2.000 rappresentanti dai comitati di tutta italia. E nel frattempo abbiamo anche creato un nuovo sito: senonoraquando.eu».

Il governo Berlusconi, però, ora è cambiato e non c’è più la situazione di un anno fa. Perché manifestate ancora?
«Proprio a Siena, si è deciso di continuare questo percorso non solo come protesta, ma come movimento propositivo di un’agenda politica. L’iniziativa dell’11 dicembre vuole affermare ancora una volta che le donne ci sono: nei movimenti, nel volontariato, intante parti della società. Non ci sono però nei luoghi decisionali, sono discriminate nel mondo del lavoro; queste cose sono acclarate e vogliamo cambiarle. La manifestazione è stata lanciata prima della caduta del governo Berlusconi, e siamo state contente che questo nuovo governo abbia ingranato un nuovo passo, abbiamo mandato gli auguri alle tre donne ministro. Però non ci basta ancora. Vogliamo proporre un’agenda politica anche a questo governo. E non faremo sconti a nessuno».

Cosa proponete per le giovani donne italiane? In che situazione si trovano?
«Le donne hanno competenze, capacità e nei posti dove sono presenti le cose funzionano molto meglio. Ci sono più ragazze laureate e con voti migliori rispetto ai ragazzi, ma poi sono discriminate sul lavoro. Abbiamo bisogno di servizi e di welfare per le giovani donne, ad esempio perché possano avere una maternità e lasciare il lavoro, e va ripristinata una legge contro la firma delle dimissioni in bianco. Queste sono alcune delle nostre proposte, che vogliono mettere al centro la donna».

Cosa state organizzando per l’11 dicembre a Torino?
«L’appuntamento è alle 14 in piazza Castello. Ci sarà un presidio, faremo parlare giovani donne che hanno da raccontare delle storie, molte sono le vicende di donne precarie che fanno una vita da saltimbanco per far quadrare il cerchio. Forniremo dei dati che illustrino e rendano chiara la situazione. Ma soprattutto ci saranno tante storie vere: chi vorrà raccontarle avrà a diposizione un microfono per farlo di fronte a donne e uomini che vorranno partecipare. Come sempre senza bandiere e senza loghi di partito, perché il nostro è un movimento trasversale e quella dell’11 non vuole essere una manifestazione “contro”, ma una manifestazione “per”, propositiva. Il nuovo slogan è “se non le donne chi: mai più contro di noi, mai più senza di noi”. Da oggi in poi le donne devono contare di più».

Marco Lombardo

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