MENO 100 KG DI RIFIUTI!

ASCOLTA LA PUNTATA DI SABATO 26.10:
Dal 19 al 27 novembre 2011, cioè in questa settimana, si sta svolgendo la terza edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. Una campagna di comunicazione ambientale promossa dall’Unione Europea con lo scopo di sensibilizzare alla prevenzione dei rifiuti. L’edizione 2011 avrà luogo in diversi Stati dell’Unione Europea tra cuil’Italia che, attraverso il Comitato Organizzatore Italiano, anche quest’anno ha rinnovato il suo impegno. Ridurre i rifiuti si puņ. Anzi, si deve. Secondo l’ultimo rapporto elaborato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, nel 2009 l’Italia ha generato circa 532 chilogrammi di immondizia pro capite. Il numero di spazzatura prodotta è duplicato negli ultimi 40 anni. E in Europa le cose non vanno molto meglio: i dati Eurostat del 2007 parlano di 522 chili di rifiuti per persona. Numeri che sono il risultato di un sistema di produzione, trasporto e distribuzione non pił sostenibili e che contribuiscono per quasi il 50% alle emissioni che favoriscono i cambiamenti climatici. Allora che fare? Al Megafono ne parliamo con Roberto Cavallo, autore del libro "Meno 100 chili, che racconta come si può ridurre la quantitą di rifiuti che produciamo ogni giorno a casa e al lavoro e - per non dimenticare le tante azioni concrete che si stanno svolgendo sul nostro territorio - con Gabriella Cibin, Presidente dell’Associazione Ecovolontari Rivaltesi Onlus.

DARE UN VOLTO AGLI INVISIBILI

ASCOLTA LA PUNTATA DI SABATO 19.11
Dal 20 novembre al 20 dicembre 2011 è possibile diventare volontari e aiutare la Fio.psd (Federazione Italiana Organismi Persone Senza Dimora) a rintracciare e intervistare 5.500 persone senza dimora, presso le mense e le accoglienze notturne in 140 città italiane. Fio.PSD, considerando la riflessione che attraversa le scienze sociali e le letture del fenomeno da parte degli operatori che agiscono a favore delle persone senza dimora, suggerisce di porre molta attenzione e la dovuta cautela nei confronti di quei tentativi di descrivere in categorie (barbone, tossicodipendente, malato psichico, alcolista, …) i fenomeni connessi con la grave emarginazione perché, con esse, non si coglie la realtà complessa della vita delle persone senza dimora. Un incontro difficile e delicato, ma che può rivelarsi molto arricchente. Ne parliamo con Cristina Avonto della Fio.psd e con Giacomina Tagliaferri dell'associazione Opportunanda, che opera con i senza fissa dimora a Torino nel quartiere di San Salvario.

L'ITALIA SONO ANCH'IO

ASCOLTA LA PUNTATA DI SABATO 12.11
Ospiti Lamine Sow - Responsabile immigrazione della CGIL Piemonte- e Vanessa Marotta di LVIA.

Da www.digi.to.it - venerdì 18 novembre 2011

Definiamo Torino “multietnica”, pensando alle tante persone che, da lontano, sono partite per cercare un lavoro nel nostro paese e nella nostra città. Dei circa 5 milioni di stranieri che vivono nel nostro Paese, circa un quinto sono bambini e ragazzi, nati in gran parte sul suolo italiano. La definizione di una propria identità, dal punto di vista umano e concretamente burocratico, non è però un’esperienza facile, per quelle che vengono definite “seconde generazioni”.
Per riflettere e migliorare la condizione di questi ragazzi, fatta al tempo stesso di disagio - talvolta rabbia - e di amore per il luogo in cui sono nati e cresciuti, è stata pensata “L’Italia sono anch’io”, una campagna per i diritti alla cittadinanza che vuole sensibilizzare la popolazione su questo tema. Oltre 20 le organizzazioni che la promuovono: dalla CGIL alla Caritas, dall’Arci a Libera. A Torino se ne parlerà domani sabato 19 novembre, dalle 10, al Ch4 di via Trofarello 10, in occasione della Giornata del Dialogo Interculturale, nel corso dell’evento conclusivo del progetto “Giovani e Intercultura, un anno di dialoghi”, realizzato dall’Ong LVIA e dal Centro Studi Sereno Regis. La giornata prevede un flash mob, testimonianze, immagini, e musica dal vivo ad opera di giovani che vivono questa condizione. Interverrà tra gli altri anche Lamine Sow, Responsabile delle politiche per l’immigrazione della CGIL piemontese, che abbiamo intervistato.

Quali disagi vivono questi giovani?
«Non riescono a trovare una propria identità, non essendo né stranieri né riconosciuti dalla legge in quanto cittadini italiani. Vivono quindi un disagio, non solo dal punto di vista culturale, ma anche da quello burocratico, perché fin quando non raggiungono i 18 anni devono sistematicamente rinnovare i loro permessi di soggiorno, che dipendono da quelli dei genitori. Se i genitori hanno dei permessi precari, anche loro avranno dei permessi precari. Una situazione veramente difficile».

Quali sono gli obiettivi di questa campagna?
«Ci proponiamo di poter cambiare le leggi in materia con lo strumento della proposta di legge popolare. Per questo stiamo organizzando tanti banchetti - uno dei quali è previsto anche domani al Ch4 - per raccogliere le 50mila firme necessarie. In questo modo possiamo creare davvero attenzione e consenso intorno a questo tema. In passato sono già state presentate delle proposte di legge da singoli deputati ma non sono mai state discusse in aula. Oggi la novità è che la società civile può coinvolgere la popolazione italiana: le firme uno se le conquista, una per una, parlando con la gente nelle piazze, nei mercati, nelle scuole. Ha un’altra valenza e un’altra forza per chiedere dei cambiamenti».

Quali sono le due proposte di legge di iniziativa popolare e cosa vogliono cambiare?
«Oggi in Italia un bambino diventa cittadino solo se uno dei due genitori ha cittadinanza italiana. Noi vogliamo cambiare questo concetto con l’introduzione del “diritto del suolo” al posto del “diritto del sangue”: chi nasce in Italia da genitori stranieri, legalmente presenti, deve poter avere la cittadinanza italiana. C’è anche un’altra norma che riguarda gli immigrati che richiedono la naturalizzazione: oggi la legge prevede che si debba essere residenti da 10 anni, noi chiediamo di tornare a 5 anni di residenza, sempre con il requisito del lavoro. Chiediamo inoltre che si abbia anche più certezza riguardo ai tempi di concessione della cittadinanza. Oggi si può fare domanda, ma senza la certezza sui tempi della concessione. Lo dice la parola stessa: “concessione”, lo stato può decidere di dartela o meno. Noi chiediamo che diventi un diritto soggettivo. La seconda proposta ruota invece intorno al diritto di voto. Oggi gli immigrati non hanno voce in capitolo. Al tempo stesso, però, quando c’è la campagna elettorale vengono tirati sempre in ballo, sono al centro del dibattito, ma senza voto non hanno la possibilità di parteciparvi né quella di replicare. Per noi chi paga le tasse e i contributi deve poter dire anche la sua sulla gestione della comunità in cui vive. Per questo chiediamo che gli immigrati residenti da più di 5 anni possano partecipare alle elezioni amministrative e anche a quelle regionali. Una norma che oltretutto fa riferimento alla Convenzione di Strasburgo, ratificata dall’Italia».

Marco Lombardo

SBLOCCHIAMO I SAPERI!

ASCOLTA LA PUNTATA DI SABATO 05.11:

I nostri diritti al cibo, alla salute e ai saperi tradizionali sono a rischio! Multinazionali dell’agro-industria e della farmaceutica stanno registrando brevetti su alcune varietà di frutta, verdura e su farmaci non innovativi, al solo scopo di mantenerne alti i prezzi. Questo accade spesso all’insaputa dei cittadini che perdono gradualmente parte dei loro diritti alla salute, al cibo e alla conoscenza. Per questo è nata la Campagna "SBLOCCHIAMOLI - Cibo salute e saperi senza
brevetti"
. Promossa da un gruppo di Ong, associazioni e università, ha l’obiettivo di diffondere consapevolezza sugli effetti che i diritti di proprietà intellettuale - come i brevetti sulle sementi e sui farmaci - hanno nella nostra vita. Ne parliamo con
Arturo Parolini, presidente di Ricerca e Cooperazione - ong capofila della Campagna - e con Lorenza Paoloni, docente di Diritto Agrario all'Università del Molise.