LA COOPERAZIONE CONTRO I TAGLI

ASCOLTA LA PUNTATA DI SABATO 08.10:
Umberto Salvi, presidente del Consorzio Ong Piemontesi ci racconta dell'impegno contro i tagli alla cooperazione previsti dalla Regione Piemonte. Katia Bouc di Cisv presenta i progetti dell'Ong nell'ambito del Servizio Civile Nazionale all'estero. Vanessa Marotta, dell'Ong Lvia ci parla del progetto Giovani e Intercultura e della campagna "L'Italia sono anch'io".

da www.digi.to.it - il magazine online dell'InformaGiovani di Torino - mercoledì 12.10.11:

Negli ultimi anni in Piemonte esistono sempre più realtà legate alla cooperazione internazionale: associazioni ed enti che concentrano tutte le loro energie in attività di sviluppo e di scambio con i popoli di altri continenti. Un settore che però da alcuni mesi sta lanciando segnali d’allarme.
L’ultima di queste richieste d’aiuto è stata l’incontro organizzato il 21 settembre scorso a Torino per sollecitare la Regione Piemonte affinché ripristini i finanziamenti a sostegno delle politiche di cooperazione internazionale e di sensibilizzazione alla pace del territorio piemontese, che risultavano essere azzerati nel Bilancio Preventivo 2011, dopo aver subito pesantissimi tagli nel Bilancio 2010.
Abbiamo raccolto la testimonianza di Umberto Salvi, presidente del COP, Consorzio delle Ong Piemontesi, che raggruppa ad oggi 25 Ong che si occupano di cooperazione internazionale e di solidarietà con il sud del mondo nella nostra regione.

Cosa chiedete alla Regione?
«C’è sempre stato un forte appoggio alla cooperazione, sia dalle giunte Ghigo che dalla giunta Bresso. Le manifestazioni sono iniziate nel 2010, quando abbiamo registrato un taglio del 75% dei finanziamenti regionali a questo settore. Poi è arrivata la previsione di un azzeramento per l’anno 2011 e i successivi, che sembra essere confermata da indiscrezioni degli ultimi giorni. Per questo abbiamo lanciato, a giugno, un appello insieme al CoCoPa - il Coordinamento dei Comuni per la Pace, che raccoglie 32 comuni della Provincia di Torino – e al ReCoSol – Rete dei Comuni Solidali, che rappresenta oggi 266 soggetti pubblici in tutta Italia di cui, in Piemonte, 97 Comuni, 1 Provincia e 8 Comunità Montane -. Vorremmo intervenire presso la commissione consiliare regionale che si occupa di cooperazione, e poi presso la giunta, per far invertire questa tendenza».

Quali sarebbero le conseguenze di questo azzeramento?
«In primo luogo l’impossibilità di portare avanti degli impegni che ci si è presi nei confronti di realtà del sud del mondo che ne hanno bisogno, progetti anche già avviati che si ritroverebbero ad essere interrotti. Una seconda conseguenza sarebbe il non poter accedere a finanziamenti internazionali - Unione Europea e non solo - che in questi anni hanno più che decuplicato gli investimenti che aveva fatto la Regione, con delle ricadute importanti anche sul sistema Piemonte - agenzie regionali, parchi, sistema scolastico e formativo - in collaborazione con regioni europee vicine, nell’ottica di una cooperazione che va al di là della solidarietà verso popoli in difficoltà, e crea una rete di soggetti che operano sul tessuto economico, su uno sviluppo comune e globale che non può essere ignorato».

Cosa ci si aspetta ora dalla Giunta Regionale?
«Dopo il nostro appello, a giugno sono stati presentati due ordini del giorno: uno dell’opposizione e uno del PdL, che erano stati approvati dal Consiglio Regionale e raccomandavano la reintroduzione di fondi per la cooperazione internazionale. Al momento per quel che ne sappiamo questa richiesta è stata disattesa. Partiranno adesso le consultazioni sul bilancio e speriamo che questa decisione della giunta possa essere modificata attraverso la discussione consiliare e ci muoveremo perché ciò avvenga. Ci sembra una cosa importante per la salute della nostra Regione e non solo per i popoli che beneficiano degli interventi di Cooperazione Internazionale».

Marco Lombardo

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