REALTA' DA CONOSCERE

«Si possono percorrere milioni di chilometri in una sola vita senza mai scalfire la superficie dei luoghi né imparare nulla dalle genti appena sfiorate. Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare». (Pino Cacucci)



Nella puntata del 24 gennaio 2009 Voci Fuori Campo ha voluto dare voce a giovani di Torino che dal 24 novembre al 5 dicembre hanno avuto l'opportunità di partire per un viaggio in Burkina Faso.

Qualche mese fa, un volantino online promuoveva il corso “In…formazione, cooperazione e sviluppo”. Dietro una sfida, quella di rendere i giovani protagonisti della Cooperazione Decentrata. Organizzato dai comuni di Grugliasco, Alpignano, Pianezza e Brandizzo aderenti al Co.Co.Pa. (Coordinamento Comuni per la Pace), rete che comprende più di 30 comuni della Provincia di Torino, e realizzato in collaborazione con l’ong CISV, il corso ha visto la partecipazione di un nutrito gruppo di giovani.
Oggetto degli incontri: approcciarsi con attenzione alle problematiche correlate ai problemi dei Paesi in Via di Sviluppo. L’obiettivo è ambizioso: conoscere e far conoscere la realtà dei progetti di Cooperazione Decentrata, attivarsi e attivare.
Ed ecco nato il progetto I COLORI DELLO SVILUPPO che ha permesso l'incontro culturale tra i giovani italiani e i burkinabè.
Il mercato del bestiame e il mattatoio a Gourcy, la biblioteca comunale, le visite nelle scuole di ordine inferiore e nel liceo, gli incontri pubblici con la giunta comunale sono state tra le azioni dei progetti di Coperazione Decentrata.
Fulcro dello scambio giovanile è stato l’incontro con l’associazione teatrale CAP (Club Art et Pèdagogie), che sul territorio, attraverso il teatro forum, si occupa di sensibilizzare la popolazione su tematiche di interesse socio-culturale: lo scopo del lavoro insieme è stato quello di mettere in scena uno spettacolo cui ha assistito tutta la città.

Per saperne di più cliccate su http://www.digi.to.it/ oppure se siete interessati anche voi a collaborare con il CO.CO.PA visitate il sito https://www.comune.torino.it/cocopa

IN RICORDO DI FABRIZIO DE ANDRE'

In ricorrenza dei 10 anni dalla sua morte Voci Fuori Campo ha dedicato la puntata del 10 gennaio 2009 al famoso cantautore ricordandone la vita e le più belle canzoni.

Fabrizio Cristiano De André (Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999) è stato un cantautore e poeta italiano. Nelle sue opere ha cantato prevalentemente storie di emarginati, ribelli, prostitute e persone spesso ai margini della società. I suoi testi sono considerati dei veri e propri componimenti poetici e, come tali, inseriti in molte antologie scolastiche di letteratura. Nei suoi quarant'anni di attività musicale Faber, soprannome datogli dall'amico d'infanzia Paolo Villaggio, produsse quindici album; un numero relativamente modesto, probabilmente determinato dalla grande attenzione dell'autore alla qualità delle sue opere.


« Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi solo i sogni che non fanno svegliare? »

« Se nelle regioni meridionali non ci fosse la criminalità organizzata, come mafia, 'ndrangheta e camorra, probabilmente la disoccupazione sarebbe molto più alta. »

« e non Dio ma qualcuno che per noi lo ha inventato ci costringe a sognare in un giardino incantato. »

« Benedetto Croce diceva che fino a vent'anni tutti scrivono poesie e che, da quest'età in poi, ci sono due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e i cretini. Allora, io mi sono rifugiato prudentemente nella canzone che, in quanto forma d'arte mista, mi consente scappatoie non indifferenti, là dove manca l'esuberanza creativa. »


Nell'estate 1998, durante la tournée del suo ultimo album Anime Salve, gli fu diagnosticato un tumore ai polmoni, che lo portò a interrompere i concerti. La notte dell'11 gennaio 1999, alle ore 02:30, Fabrizio De André morì all'Istituto dei tumori di Milano, dove era stato ricoverato con l'aggravarsi della malattia. I suoi funerali si svolsero nella Basilica di Carignano a Genova il 13 gennaio: al dolore della famiglia partecipò una folla di oltre diecimila persone, in cui trovarono posto estimatori, amici ed esponenti dello spettacolo, della politica e della cultura. Dopo la cremazione, avvenuta il giorno seguente alla cerimonia funebre, venne sepolto nella tomba di famiglia nel cimitero di Staglieno accanto al fratello Mauro, al padre Giuseppe e alla madre Luisa Amerio.

« De André non è stato mai di moda. E infatti la moda, effimera per definizione, passa. Le canzoni di Fabrizio restano » (Nicola Piovani)


E voi cosa ne pensate? Quale ricordo avete legato a Fabrizio De Andrè? Cosa hanno significato per voi le canzoni del cantautore-poeta?

Per saperne di più cliccate su http://it.wikipedia.org/wiki/Fabrizio_De_Andrè


LA RADIO LIBERA DI UNA PARROCCHIA DI PERIFERIA

Le Voci Fuori Campo si fanno sentire via radio ogni sabato mattina dalle 08.50 alle 12.00 sulle frequenze di R.N.C. http://www.rncweb.it/. L'emittente ha sede a Nichelino, in provincia di Torino, e ha da poco compiuto trent'anni.

Buon compleanno, R.N.C.

Trent'anni di storia di una radio locale scandita dalle persone, dalle voci e dai programmi che in tutto questo tempo si sono avvicendati in un susseguirsi di momenti entusiasmanti e faticosi.

Nell’arco di tre decenni l'avventura vissuta da R.N.C. parla di un impegno costante che è andato allargandosi, facendo sì che la “parrocchia radiofonica” di Nichelino uscisse dai suoi confini formali per dilatarsi nelle province di Torino, Cuneo, Asti e per arrivare oggi potenzialmente in tutto il mondo, grazie alla diffusione via internet attivata quest’anno.

Tardo autunno del 1978: R.N.C. muove i primi passi in un contesto di fermento assoluto dal punto di vista della comunicazione radiofonica. In quel periodo nacquero una miriade di “radio-libere” (così si chiamavano allora) e R.N.C. fu una di queste. Un gruppo di giovani guidati da don Lino Alessio, dapprima sui 99 Mhz e poi sulle “mitiche” frequenze FM 91 e 101,500, crearono dal nulla un’emittente d’ispirazione cristiana con una forte identità fondata su una programmazione che prevedeva musica, rubriche di approfondimento ed informazione religiosa.

Sempre attanagliata da problemi tecnici e difficoltà economiche, R.N.C. deve la sua “storicità”, oltre che alla continuità nelle trasmissioni, ad alcune felici scelte iniziali. Oggi la radio può vantare di essere la più “antica” emittente locale non solo a livello regionale, ma forse addirittura nazionale.

Ci furono anni di cambiamenti e anche di dure battaglie per mantenere le frequenze, in un periodo in cui molte emittenti locali chiusero i battenti o furono assorbite dai network più potenti. Radio Nichelino Comunità riuscì a conservare la propria identità: non solo sopravvisse, ma migliorò. Vennero aperti i nuovi ed attuali studi in via S. Matteo 8 nel sottochiesa di SS. Trinità.

Il segnale, rilanciato da un ripetitore in collina, varcò sempre più nitidamente i confini di Nichelino. Nacquero nuovi programmi autoprodotti e le dirette in studio divennero sempre più frequenti, consolidando quel dialogo con gli ascoltatori che è uno dei punti di forza della radio.

In diverse occasioni si arrivò ad un passo dalla chiusura. Alla fine degli anni ’80 la salvò l’impegno del compianto don Joe, che, pur essendo alla sua prima esperienza nel mondo dei mass media, riuscì egregiamente nell’impresa. Nel ’93 un’altra svolta. Entrò a far parte dell’associazione Radio Nichelino Comunità e del consiglio d’amministrazione un gruppo di soci con forti esperienze nel settore radiofonico che cominciarono fin da subito a riorganizzare gestionalmente e tecnicamente la radio mantenendo inalterata la linea editoriale: fu salva quell’ispirazione legata alle comunità parrocchiali, aperta alla realtà locale in tutti i suoi aspetti, con un’attenzione particolare nel rendere un servizio ai malati, agli anziani ed alle fasce più deboli.

La radio ha continuato a trasmettere cambiando la programmazione, inserendo nuovi appuntamenti che spaziano dall'informazione alla formazione sociale e religiosa, ma soprattutto continua ad essere molto ascoltata.

La vera forza di R.N.C. è stata quella della gente. Che ha fortemente voluto la radio, questa radio, fatta così, sostenendola con offerte, aiuti, preghiere e con testimonianze d’affetto. Gente comune che ha compreso l'importanza di una voce fuori dal coro, slegata dai grandi network commerciali. Un pubblico che non si è fatto distrarre dal frastuono, dalla volgarità e dalla piattezza dei media di questi tempi, ma che ha voluto dire sì alla radio-libera di una parrocchia di periferia.

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VOGLIA DI GRIDARE

Una Voce Fuori Campo cerca modi diversi dal solito per farsi sentire, ma non per questo le manca la voglia di gridare e di dire la sua! Queste parole di Daniele Silvestri rappresentano alla perfezione le Voci Fuori Campo e non per niente, quando le Voci si fanno sentire in radio, Voglia di gridare è la sigla della trasmissione, fin dalla sua prima puntata.

ti è mai venuto in mente che a forza di gridare
la rabbia della gente non fa che aumentare

la forza certamente deriva dall'unione
ma il rischio è che la forza soverchi la ragione

immagina uno slogan detto da una voce sola
è debole, ridicolo, è un uccello che non vola

ma lascia che si uniscano le voci di una folla
e allora avrai l'effetto di un aereo che decolla

quando applaudi in un teatro
quando preghi in una chiesa
quando canti in uno stadio oppure in una discoteca

sei tu quello che canta
è il tuo fiato che esce
ma il suono intorno è immenso e cresce, cresce

il numero è importante
dà peso alle parole
per questo tu ogni volta prima pensale da sole

e se ci trovi il minimo indizio di violenza
ricorda che si eleverà all'ennesima potenza

la gente che grida parole violente
non vede, non sente, non pensa per niente

non mi devi giudicare male
anch'io ho tanta voglia di gridare
ma è del tuo coro che ho paura
perché lo slogan è fascista di natura